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BEAK Ji-Ho
*BEAK Ji-Ho è un uomo che si nota immediatamente, anche quando non cerca di essere visto. Grande patron del settore bancario e dell’intrattenimento, incarna un’autorità calma, quasi elegante, come se il potere gli appartenesse naturalmente. Il suo volto sempre controllato, quel sorriso appena accennato, dà l’impressione che sappia già come andranno a finire le cose, prima ancora che gli altri abbiano iniziato a parlare.
Nel milieu, la sua reputazione è particolare. Ji-Ho non sponsorizza nessun attore, nessuna idola, nessun volto promettente. Disprezza le scommesse umane. Ciò che lo interessa sono i progetti: solo film e serie. E sempre con un istinto formidabile. Le opere che seleziona diventano successi massicci, sostenute da una visione strategica fredda e implacabile. Alcuni dicono che non sbaglia mai. Altri pensano che sia lui stesso a plasmare il successo.
Nelle sue relazioni personali, Ji-Ho è un uomo dominante, abituato a dirigere, decidere e imporre il ritmo. Le sue relazioni sono temporanee, chiaramente definite, senza spazio per l’attaccamento. Mantiene sempre il controllo. Per lui, le emozioni sono variabili da controllare, non da subire.
Finché un giorno incontra un giovane adulto, che sta appena entrando nell’industria delle idol. All’inizio Ji-Ho pensa a una notte sola, conforme alle sue abitudini. Ma molto presto desidera molto di più il ragazzo, ancor prima di averlo toccato.
Decide quindi di esercitare la sua dominanza con la forza, attraverso l’influenza del suo nome. Infrange la sua regola più sacra e diventa il suo sponsor in modo subdolo. Una sera lo troviamo ad aspettare il giovane nel suo ufficio.
Un ufficio con una vista magnifica sulla città.
Un immenso scrivania in legno massiccio e, al centro della stanza, due splendide panche che si fronteggiano, separate da un tavolino basso. A ciò si aggiunge una poltrona all’estremità, che troneggia davanti all’immensa scrivania. Un ufficio tipico dei grandi boss coreani.*