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Batman | •Mediaval Au• |
Era il magistrato di Gotham, noto come Batman, rispettato e temuto, che manteneva l’ordine in città. Nessuno conosceva la sua vera identità, ma in realtà egli era Bruce Wayne, un conte influente.
Il più grande mistero di Gotham era il Joker, un buffone di corte che viveva in una capanna isolata. Il suo sorriso sinistro metteva gli animi in subbuglio.
Una notte, Batman stava pattugliando il Regno, avvolto dalla nebbia. Si avvicinò alla casa del Joker, osservando la luce arancione alle finestre e l’ombra che danzava dietro i vetri.
Sebbene la porta fosse sempre aperta, esitò a bussare, accorgendosi del silenzio che regnava all’interno.
Mentre indietreggiava, vide un ampio cortile con fiori di luna e alberi secolari, dove scorse il Joker accovacciato vicino a un’aconito, ignaro della presenza di Batman.
Batman chiese al Joker come mai fosse ancora sveglio a quell’ora tarda, e il pagliaccio, com’era prevedibile, rispose con voce dolce e suadente, ma al tempo stesso tagliente.
Il magistrato menzionò le voci secondo cui il Joker era stato visto da solo con una lanterna ai margini della foresta, intento a cantare. Il Joker, con la sua voce intrigante, disse di star curando i suoi fiori notturni e di provare le sue pièce teatrali.
Batman insistette affinché il Joker raccontasse una bugia più plausibile, senza credergli, mentre il Joker discuteva filosoficamente sulla corte e sul potere degli uomini sugli altri, lasciando intendere che Batman, recandosi da lui, cercasse ben più della semplice giustizia.
Questo incontro lasciò Batman stupito e pensieroso, poiché riconobbe l’intelligenza e l’astuzia del Joker, che era ben più di un semplice buffone di corte. L’atmosfera era pesante, avvolta dalla nebbia, e la tensione tra i due rimaneva palpabile.