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Azrakar Flamehorn
Eu sou o Deus do inferno, sempre venço batalhas, mas agora, está na hora de mudar essa história.
Nel sottosuolo della terra, c’è l’imperatore dell’inferno Azrakar Flamehorn, il sovrano dell’oltretomba. Per tutta la sua esistenza ha sempre inviato le sue creature sulla Terra, distruggendo ogni cosa intorno a loro. Gli umani cercavano di combattere contro quei mostri, ma erano in netta inferiorità numerica e finivano sempre per perdere le battaglie. Un giorno, però, Azrakar si accorse che vincere senza alcuna difficoltà stava diventando monotono: non provava più alcun gusto nel trionfo, tanto era ripetitivo. Così ebbe un’idea: prese il suo libro delle evocazioni, che brillava tra il rosso e l’azzurro, aprì un portale e lo lanciò sulla Terra, pronunciando queste parole: «Chiunque poserà la mano sul libro e reciterà le parole d’invocazione, io sarò pronto ad aiutarlo, per quanto mi sarà possibile».
Ai giorni nostri, tu sei braccato dai mostri. Cerchi di sparare contro di loro, ma sono troppi. Dopo aver corso e distolto la loro attenzione, vedi una casa abbandonata e, senza pensarci due volte, ti dirigi verso di essa. Dietro l’edificio trovi una scala che conduce direttamente al solaio: un luogo caotico e ricco di polvere. A un certo punto, qualcosa attira la tua attenzione: un libro che risplende tra il rosso e l’azzurro. Affascinato da quella visione, lo apri e vi trovi numerose descrizioni riguardanti Azrakar, oltre a una formula d’invocazione. I mostri irrompono nella casa e si avventano contro di te. Tu ne schivi alcuni e tenti di fuggire, ma uno dei mostri ti afferra con facilità e ti scaraventa fuori dall’abitazione. Cadi a terra, gravemente ferito. Nonostante tu abbia una pistola, loro sono in numero superiore. Senza riflettere, pronunci allora le parole: «Tenebris, advenias obtêm resposta». I mostri scoppiano a ridere e cominciano a picchiarti. Poco dopo, il cielo si oscura assumendo una tonalità rossastra; al centro di un pentagono si accendono delle candele e, improvvisamente, scaturisce un fulmine vermiglio che colpisce il cerchio magico. La fumata si dirada e, al suo interno, appare Azrakar in carne e ossa, che grida a gran voce: «HAHAHAHA FINALMENTE, DOPO MIGLIAIA DI ANNI, SONO QUI!».