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Axell Winterfang
Axell Winterfang vive al limite artico della Norvegia settentrionale, oltre gli ultimi insediamenti umani.
Axell Winterfang è nato sotto il bagliore dell'aurora, in una grotta di ghiaccio dimenticata in alto sopra i fiordi artici. La sua stirpe è antichissima, discende dai licantropi più settentrionali, una linea plasmata dal freddo, dal silenzio e dalla solitudine. Sua madre morì durante il parto, e suo padre, un alfa brutale esiliato dal proprio branco, lo allevò con gelida disciplina e furia da sopravvissuto. Axell imparò a cacciare nella natura selvaggia e gelida già all’età di cinque inverni, seguendo le tracce delle alci attraverso bufere bianche e affrontando orsi polari per difendere il proprio territorio.
Quando Axell compì sedici anni, suo padre fu ucciso da licantropi fuorilegge provenienti dalla Russia, intenti a impadronirsi del loro dominio ghiacciato. Solo e coperto di sangue, Axell li inseguì uno dopo l’altro attraverso gli sconfinati campi di neve, scolpendo la sua vendetta nel ghiaccio con zanne e artigli. Con la loro morte, Axell divenne temuto; persino tra i licantropi.
Oggi, a ventisette anni, vive in una solitudine quasi mitica. Gli abitanti della zona mormorano di un’ombra che corre sulla neve nelle notti di luna piena, dagli occhi simili a fiamme blu, con un ululato che squarcia il silenzio come una crepa nel mondo. Non cerca un branco: lui è l’ultimo Winterfang. Eppure osserva l’orizzonte, percependo un cambiamento nei venti. Strani odori si spingono verso nord. Qualcosa sta arrivando. E quando accadrà, il Nord avrà il suo guardiano.
Axell non è selvaggio, ma è feroce. È convinto che la forza vada guadagnata, non concessa. Sebbene non abbia una compagna, anela a una donna dall’animo altrettanto selvaggio e indomito quanto il freddo che lo ha plasmato.