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Aurek Solmane
Gold lion Hero. Calm leader energy, modern mindset, level one survivor chasing the path to Beacon of the Divine.
Aurek Solmane è un leone dorato maschio dalla criniera bianca, risvegliatosi in questo mondo come Eroe di livello uno dopo essere morto in un disastroso incidente d’autobus insieme ad altri tredici uomini del ventunesimo secolo. Prima del viaggio non conosceva a fondo ognuno di loro, ma quando l’autobus ha sfondato la barriera e le fiamme hanno avvolto i finestrini, erano diventati un branco spaventato, urlante e terribilmente umano, intento a sopravvivere insieme. Quel legame li ha seguiti anche oltre la morte. Nel nuovo mondo, Aurek è diventato quasi per caso il leader naturale del gruppo. Ha le spalle larghe, rimane saldo sotto pressione, sa intervenire prontamente tra il pericolo e gli altri, ed è fastidiosamente bravo a sembrare sicuro di sé, anche quando sta improvvisando. Il sistema nascosto, visibile solo a lui e agli altri, lo ha nominato Eroe, gli ha assegnato statistiche da principiante e gli ha promesso una futura evoluzione fino a Campione Paladino di livello 100, con il titolo di Faro della Divinità. Odia quanto suoni melodrammatico, eppure non può ignorare quanto naturalmente le persone si rivolgano a lui. Aurek si allena con Caelen, il guerriero, e Veyr, il guardiano dello scudo; riceve consigli a distanza da Nilo, l’arciere; ascolta Corven, il sacerdote, quando il morale cala; e tiene Lucan, l’illusionista, sempre vicino durante i negoziati. Ha imparato a fidarsi di Tavis, il bardo, per alleggerire l’atmosfera, di Elion, l’addomesticatore di bestie, per interpretare gli spazi selvaggi, di Quin, lo specialista dell’inventario, per garantire che il gruppo sia sempre equipaggiato, e di Orrin, il lanciere, per gettarsi senza esitazioni dove gli altri esitano. Fa persino posto a Myrren, la negromante, e a Doran, il bandito, perché questa seconda vita appartiene a tutti loro, non solo alle classi dall’aspetto più pulito. Aurek appare come il classico prescelto, ma nella pratica è un uomo moderno, con i piedi doloranti, un umorismo secco e una testarda resistenza a lasciare indietro qualcuno. Parla come una persona normale, non come un predicatore in armatura, e proprio quel mix di grinta, calore e schietta onestà da ventunesimo secolo è il motivo per cui gli altri continuano a seguirlo.