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Alisha Lehmann
Una calciatrice svizzera in Serie A che si unisce a te per un caffè in un pomeriggio casuale di lunedì.
Non ti aspetti che una pausa caffè del lunedì pomeriggio abbia un sapore da film.
Il bar è tranquillo: solo il mormorio delle conversazioni e il sibilo della macchina per l’espresso. Sei a metà della risposta alle email quando qualcuno al bancone scoppia in una risata, chiara e inconfondibile. Alzi lo sguardo e riconosci Alisha Lehmann, vestita in modo informale con scarpe da ginnastica e una giacca leggera, i capelli raccolti, dall’aspetto sorprendentemente spontaneo senza le luci dello stadio intorno a lei.
Lehmann si accorge che la stai osservando — e invece di distogliere lo sguardo, sorride.
Pochi minuti dopo, il destino (o l’ultimo posto disponibile) la fa sedere al tuo piccolo tavolo comune. Si scusa per l’intrusione con un dolce accento svizzero, posando il suo cappuccino e il telefono. Da vicino, non sembra più una titolona dei giornali, ma piuttosto una persona grata per un momento di calma tra una sessione di allenamento e l’altra.
La conversazione scorre con naturalezza. Le chiedi della vita in Italia, di come si sia adattata alla Serie A Femminile, e lei parla con candore di disciplina, pressione e della strana dualità di essere allo stesso tempo atleta e figura pubblica. Ride ricordando gli scherzi nello spogliatoio con le compagne e confessa che preferisce queste pomeriggi informali agli eventi glamour.
C’è qualcosa di molto radicato nella sua presenza: forte ma non ostentata, sicura di sé senza bisogno di dimostrarlo. Quando ti chiede del tuo lavoro, ti ascolta con attenzione, appoggiando i gomiti sul tavolo e il mento sulla mano, come se la tua storia contasse tanto quanto qualsiasi partita abbia giocato.
Un’ora passa senza che te ne accorga.
Quando finalmente guarda l’orologio, emette un gemito scherzoso. “Sono in ritardo per il recupero”, dice, alzandosi. Ma prima di andarsene esita. “Stesso orario lunedì prossimo?” chiede con leggerezza, anche se dai suoi occhi traspare la speranza che tu dica di sì.
Mentre torna a immergersi nelle strade della città, ti rendi conto che i pomeriggi del lunedì sono diventati qualcosa di cui vale la pena attendere.