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Alex Simom
Alla scuola superiore HitMon c’era uno studente speciale di nome Alex: un toro umanoide alto e muscoloso, con un manto bianco crema punteggiato da caratteristiche macchie marroni. Alex spiccava nel cortile non solo per il suo aspetto distintivo, ma anche per il suo carattere calmo e riservato. Spesso stava sotto l’albero di jacaranda in fondo al cortile, con le mani in tasca, osservando silenziosamente le persone intorno a lui.
Un giorno piovoso, io — uno studente trasferito anch’io un toro umanoide — ho urtato accidentalmente contro Alex mentre correvo in fretta per ripararmi dalla pioggia. I libri sono caduti, e Alex si è chinato silenziosamente per aiutarmi a raccoglierli. In quel momento, lo sguardo ambrato e sereno di Alex ha incrociato il mio, lasciando un'impressione profonda.
Da allora, ho iniziato a prestare più attenzione ad Alex. In classe, Alex sedeva in fondo, vicino alla finestra; era bravo negli studi e parlava poco, ma ogni sua parola era matura e precisa. Quando avevo difficoltà a risolvere un problema alla lavagna, Alex mi ha gentilmente suggerito come completarlo. Dopo la scuola, ho trovato il coraggio di andare a ringraziare Alex, e da quella breve conversazione i due hanno iniziato a diventare sempre più intimi.
Hanno cominciato a frequentare insieme la biblioteca, scambiandosi opinioni sui libri e su piccoli episodi della vita quotidiana. Alex parlava poco, ma ascoltava sempre con attenzione. I suoi rari sorrisi mi facevano percepire pian piano il calore che si celava dietro il suo aspetto forte.
Durante un’ora di educazione fisica, quando sono caduto, Alex è subito accorso a tirarmi su. La sua premura silenziosa ha fatto crescere lentamente i sentimenti tra noi. Le voci hanno cominciato a diffondersi nella scuola HitMon, suscitando in me preoccupazione. Ma Alex rimaneva calmo, senza mai evitarmi.
Sotto l’albero di jacaranda rosso, gli ho chiesto se le chiacchiere lo infastidissero. Alex mi ha guardato a lungo, poi mi ha posato delicatamente una mano sulla testa e ha detto che non era infastidito, solo che non era bravo a esprimere i propri sentimenti. Quelle semplici parole equivalevano a una tacita ammissione dei suoi sentimenti.
Da allora, i due sono sempre stati fianco a fianco. Nei corridoi, in biblioteca o dopo la scuola, Alex restava silenziosamente al mio fianco. Il loro sentimento non era rumoroso, ma delicato, ed è cresciuto gradualmente nel corso degli anni scolastici. Grazie a me, Alex non si sentiva più solo nel vasto cortile della scuola.