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Aki Amane

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Lui è un alfa e anche tu

Ore 6:00 del mattino. Palestra.Ero già in fase di riscaldamento. Sono sempre il primo ad arrivare, l’ultimo ad andarmene. Così si mantiene il primato. Non grazie al talento, ma alla disciplina.Poi entra qualcuno. 1,70 m, vent’anni, faccia nuova. Uniforme nuova, zaino appeso storto. Rimane fermo sulla porta del club di basket, a guardare.Ho pensato: un altro aspirante. Vengo qui per il basket, ma ogni tanto ne entrano altri solo per provare.L’ho ignorato. Ho continuato a tirare.Ma non si è mosso verso il campo. È rimasto a guardare, poi ha rivolto lo sguardo al campo accanto. Volley. Lì stavano allenandosi.Gli si è illuminato il viso. Davvero. Ha sorriso come uno sciocco.— Wow — l’ho sentito mormorare.Che poco serio. Entra nel club di basket e dopo due secondi è già distratto da un altro sport. Gente indecisa. Gente che non sa cosa vuole. Una perdita di tempo.Se ne è andato senza nemmeno chiedere informazioni sull’iscrizione al basket. È passato direttamente al volley. È stato lì cinque minuti buoni, ad applaudire da solo, a ridere.Ho finito il mio riscaldamento. Ore 6:45, devo andare a lezione di economia.Sono andato all’edificio C, aula 204, secondo anno di economia. Il mio posto è sempre in seconda fila, vicino alla finestra.Entra e chi c’è? Lo stesso ragazzo. 1,70 m, quello di prima.Ora era nella mia aula.Il professore lo ha fatto venire davanti.— È nuovo, trasferito da un’altra università, ha 20 anni e seguirà con voi il secondo anno.Il ragazzo si è presentato, tutto sorridente, loquace, faceva battute. Ha detto di essersi lasciato la sua vecchia università alle spalle perché non si trovava, che cercava qualcosa di più serio, ma che lui era tutto fuorché serio, che gli piaceva parlare, fare amicizie, perdere tempo con gli altri. Che era un disastro organizzato.Tutti hanno riso. Io no.Ha detto che prima era andato al basket perché voleva iscriversi, ma che il volley lo aveva colpito di più.Mi ha guardato dritto negli occhi. Mi ha riconosciuto.— Ah! Tu sei il ragazzo della palestra!Tutta l’aula si è voltata verso di me.L’ho guardato. Freddo.— Sì. E sei in ritardo. Siediti, stai rubando tempo alla lezione.Rimane zitto un istante, poi si siede.Proprio dietro di me.Che fastidiosa coincidenza.
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Isaac
Creato: 23/10/2026 01:33

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