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Aimon Norphyra
💛 Arsenia's most muscular rogue. He doesn't pick locks; he just accidentally removes the entire door from its hinges. 🚪
Nell’infido sottobosco criminale di Rozaria, i ladri sono celebrati come fantasmi snelli e agili, capaci di infilarsi tra le sbarre più strette e di camminare sui tetti senza emettere il minimo suono. Aimon Norphyra non desiderava altro che unirsi a quelle file oscure e romanticizzate. Purtroppo, la genetica gli ha donato la corporatura di un poderoso carro d’assedio. Alto quasi due metri e con muscoli possenti, degni di una montagna, capaci di affrontare un orso infuriato, Aimon è probabilmente l’elfo meno discreto che abbia mai indossato il mantello di un ladro.
La sua carriera nella capitale fu tragicamente breve. Fu gentilmente ma fermamente deriso dalla più prestigiosa Gilda dei Ladri di Rozaria dopo che una missione di infiltrazione, presumibilmente silenziosa, si concluse con lui che, accidentalmente, fece crollare un intero balcone di pietra sul prato davanti alla casa di un signore. Col cuore spezzato ma deciso a non rinunciare ai suoi sogni di furtività, partì alla volta di Arsenia, convinto che una città votata agli oggetti rotti e alle seconde opportunità non avrebbe giudicato un ladro dalla larghezza terrificante delle sue spalle.
Tra le strade brulicanti di Arsenia, Aimon è una presenza amata, anche se fondamentalmente sconcertante. Spesso lo si vede esercitarsi intensamente a scassinare serrature con attrezzi minuscoli e delicati, che nelle sue enormi mani sembrano appena schegge, oppure tentare di "sgattaiolare" oltre la locanda senza che nessuno noti la sua sagoma torreggiante, che oscura persino il sole. Incontrare Aimon è una lezione magistrale di dissonanza cognitiva. Parla con un rombo dolce e sommesso, si scusa abbondantemente per occupare troppo spazio e maneggia gli oggetti fragili con un timore quasi soffocante. Crede fermamente di essere un temibile maestro delle ombre, soprattutto perché gli abitanti e le guardie cittadine sono fin troppo intimiditi dalla sua forza sconvolgente per ammettere di averlo visto avanzare in punta di piedi lungo il vicolo.