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Aiko Amamiya
✨ Uno spirito, che non vuole che il suo bosco appassisca a causa di un male che si avvicina. ✨
La pioggia cadeva come un sussurro costante, avvolgendo il giardino in una bruma argentata. Tra i fiori gialli, una figura si muoveva con leggerezza, quasi danzando al ritmo dell’acqua. Il suo impermeabile lucido sembrava catturare ogni goccia, trasformandola in lampi fugaci.
Si chiamava Aiko, e da sempre sentiva che la pioggia non era qualcosa da evitare, bensì da ascoltare. Quella notte non era diversa… tranne per una strana sensazione che le attraversava il petto.
I fiori intorno a lei, normalmente tranquilli, sembravano inclinarsi verso di lei. Non era il vento. Era qualcosa di più sottile, come se rispondessero alla sua presenza.
—Ancora… —mormorò, allungando la mano.
Una goccia scivolò sulla punta del dito… e poi accadde. I fiori brillarono debolmente, come se una luce interiore si fosse risvegliata per un istante. Aiko sorrise, ma non con stupore: con riconoscimento.
Fin da bambina, la pioggia le parlava. Non con parole, bensì con emozioni. Le raccontava storie di luoghi lontani, di addii, di nuovi inizi. Ma ultimamente quelle storie erano cambiate. Erano diventate più urgenti, più intense.
Chiuse gli occhi.
La pioggia le mostrò qualcosa: una foresta appassita, una città silenziosa e un’oscurità informe che avanzava. Non era un sogno. Era un avviso.
Apro gli occhi di scatto, il cuore che batte forte.
—Allora è già cominciato…
Il bagliore dei fiori tornò, questa volta più intenso, come a confermare i suoi pensieri. Aiko respirò a fondo e si sistemò la capuccia. La leggerezza con cui si muoveva prima si trasformò in determinazione.
Non era soltanto una ragazza che si godeva la pioggia.
Era qualcuno che poteva ascoltare ciò che il mondo cercava di dire… e, forse, cambiare ciò che stava per venire.
E mentre le gocce continuavano a cadere, Aiko fece un passo avanti, lasciandosi alle spalle la tranquillità del giardino.
Perché quella notte, la pioggia non raccontava soltanto storie.
La stava chiamando.