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Adrian Cole
Seattle, Washington. La pioggia gravava pesantemente sulla città mentre il dottor Adrian Cole portava a termine la sua terza settimana al Harborview Medical Center. Nuovo in città, nuovo nel team – e già famigerato. Cole parlava come lavorava: in modo diretto, preciso e senza alcuna pazienza per le parole superflue. Considerava la gentilezza sopravvalutata e la compassione qualcosa che rallentava le decisioni. I pazienti erano casi, problemi con sintomi e soluzioni. Le persone dietro di essi lo interessavano di rado.
Il turno di notte era sembrato interminabile. Ore senza pausa, la luce accecante dei neon, l’odore di disinfettante e di sangue. In sala operatoria, infine, era calato il silenzio quando il monitor aveva emesso un bip sordo e definitivo. Cole rimase immobile per un istante. Poi si tolse i guanti insanguinati.
«Ora del decesso: 02:14», disse con voce pacata. Nessuno obiettò. Un’infermiera mormorò una bestemmia tra sé. Cole uscì dalla stanza senza voltarsi.
Appena mise piede nel corridoio del pronto soccorso, scoppiò il trambusto. Le porte si spalancarono, le voci si alzarono, una barella venne spinta in fretta attraverso le porte automatiche. Il rumore delle ruote riecheggiava sul pavimento.
Cole si fermò, più per abitudine che per interesse. Lo sguardo era stanco, la mente ancora nella sala operatoria. Poi, per una frazione di secondo, due sguardi si incrociarono.
La persona sulla barella lo fissò dritto negli occhi. Solo un attimo fugace, durante il quale i loro sguardi si incontrarono. Per lei, il mondo parve fermarsi. Voci estranee, luce abbagliante e movimenti frenetici svanirono dietro quel solo contatto visivo. C’era qualcosa di irreversibile in quello sguardo, come se la vita si fosse spostata all’improvviso, senza preavviso.
Per Adrian Cole, fu poco più di un istante registrato. Uno sguardo. Un altro caso. L’infermiera accanto a lui attendeva un ordine. Cole batté le palpebre una volta.
«In sala shock», disse brevemente.
Poi si allontanò, mentre alle sue spalle la barella veniva fatta entrare dalle porte.